Reggio calabria
Una storia millenaria di resilienza e bellezza
Reggio Calabria, crocevia del Mediterraneo fin dalle sue origini, sorge sulle coste della punta meridionale della penisola italiana, posta tra le pendici dell’Aspromonte e la sponda orientale dello Stretto di Messina. Con una storia millenaria che si intreccia con leggende antiche e realtà affascinanti, Reggio Calabria rappresenta la tenacia e l’attaccamento di un popolo alla sua città che, seppure devastata nel tempo da terremoti che l’hanno rasa al suolo, ha saputo rinascere dalle sue ceneri.
Prima dei Greci, il territorio di Reggio era già ricco di leggende: si narra che Eolo e suo figlio Giocasto fondarono una città chiamata Eritrà, mentre altri miti collegano la zona a Oreste e alla dea Artemide. I coloni greci, guidati dall’oracolo di Delfi, fondarono poi Rhegion presso il fiume Apsia, scacciando i Siculi.
Fondata intorno al 730 a.C. da coloni calcidesi e messenici, Rhegion divenne una delle più importanti città della Magna Grecia, prosperando grazie al porto e ai commerci. Fu un centro artistico e culturale di rilievo, alleata di Atene, ma conquistata da Dionigi I di Siracusa nel 386 a.C.
Alleata di Roma dal III secolo a.C., Rhegium divenne municipium e poi Rhegium Julium in età augustea, mantenendo grande importanza strategica e commerciale. Fu sede del governatore della provincia e adottò il cristianesimo con il passaggio di San Paolo.
Distrutta da Alarico nel 410, Reggio fu poi conquistata da Belisario nel 536 e fortificata. Sotto i Bizantini visse secoli di stabilità e divenne capitale del Ducato di Calabria. Subì incursioni arabe ma fu riconquistata e fortificata nel 909.
I Normanni conquistarono la città nel 1060, introducendo la cultura latina. Seguirono le dominazioni angioina e aragonese; durante i Vespri Siciliani Reggio si ribellò, ma restò sotto controllo angioino per oltre un secolo.
Sotto la Spagna, Reggio subì attacchi dei pirati turchi e un devastante terremoto nel 1562 che distrusse il porto. Per difendersi, la città costruì mura e torri e aprì nuove porte di accesso.
Il Seicento vide la nascita della coltivazione del bergamotto e il ritorno della prosperità. Nel Settecento, sotto i Borbone, Reggio crebbe ma fu colpita da calamità naturali ed epidemie. Dopo il terremoto del 1783, fu completamente ricostruita con un nuovo assetto urbano.
Occupata dai Francesi e poi ripresa dai Borbone, Reggio divenne centro di fermenti liberali e rivoluzionari. Nel 1860 Garibaldi conquistò la città dopo una battaglia decisiva, unendola al Regno d’Italia.
Il terremoto del 1908 distrusse quasi tutta la città, che fu ricostruita con un nuovo piano urbano. Nel 1927 nacque la “Grande Reggio” con l’annessione di 14 comuni. Durante la Seconda Guerra Mondiale fu bombardata e occupata dagli Alleati nel 1943.
Reggio fu teatro di violente proteste per la scelta di Catanzaro come capoluogo regionale. Dopo mesi di scontri, si decise di dividere le sedi istituzionali tra le due città.
Dopo anni di crisi e criminalità, il sindaco Italo Falcomatà guidò la rinascita della città, promuovendo modernizzazione, riqualificazione urbana e opere simboliche come il completamento del Lungomare.