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Città di Confine

Reggio Calabria, soglia del Mediterraneo

Reggio Calabria è una città nata dal mare e per il mare. Punto d’incontro tra Oriente e Occidente ha accolto nei secoli popoli, culture e fedi diverse. Greci, Romani, Bizantini, Arabi, Normanni, Svevi, Angioini, Aragonesi: ciascuno ha lasciato una traccia, una parola, un segno architettonico o spirituale. Il mare dello Stretto, con la sua luce cangiante, non separa ma unisce: è una via di scambio e di conoscenza. Qui si parlavano lingue diverse ma ci si comprendeva con lo sguardo, con il gesto dell’accoglienza. La città, ricostruita più volte dopo i terremoti, ha sempre ritrovato nella diversità la propria forza. Oggi, come ieri, Reggio continua a essere porta del Mediterraneo: un luogo dove la storia dialoga con il presente e dove la convivenza è un valore fondativo.

La stratificazione della fede

Dalla liturgia greca al culto latino

La spiritualità di Reggio Calabria è figlia di molte tradizioni.

Durante il dominio bizantino, la città visse secoli di profonda religiosità orientale, testimoniata da mosaici, icone e dalla liturgia in greco antico.

Con l’arrivo dei Normanni e la successiva latinizzazione, le due anime – quella greca e quella latina – impararono a convivere, a fondersi, a contaminarsi.

La chiesa degli Ottimati, con le sue stratificazioni architettoniche, racconta ancora oggi questa doppia appartenenza. Le preghiere, i canti e le processioni popolari sono frammenti di una stessa identità religiosa: quella di una città che ha imparato a pregare in più voci.

È questa convivenza tra riti, simboli e forme di culto a rendere unica la fede reggina, riflesso fedele del Mediterraneo.

La comunità ebraica

La reggio del dialogo e dello scambio

Fin dal Medioevo, Reggio Calabria ospitò una fiorente comunità ebraica dedita al commercio, all’artigianato e allo studio. L’antica Giudecca, il quartiere in cui vivevano, era sita all’esterno della cinta muraria a nord dell’antico abitato. Qui sorgevano botteghe, una scuola ebraica e la sinagoga. Gli ebrei ebbero un importante ruolo economico e con loro si ebbe anche una notevole crescita culturale basti pensare che a Reggio fu stampato il Commentario al Pentateuco del Rabbino Rashi, il manoscritto ebraico più antico con una data certa: febbraio del 1475.

La presenza ebraica favorì scambi culturali dando vita a una società aperta in cui il sapere circolava come una moneta preziosa. Accanto a loro, mercanti e naviganti provenienti dal mondo arabo portavano in città spezie, tessuti e conoscenze scientifiche. Reggio divenne così una piccola capitale del Mediterraneo, dove il commercio era anche cultura e la diversità un’occasione di arricchimento reciproco.

Il culto di san paolo e la devozione popolare

una leggenda che attraversa generazioni

La tradizione narra che San Paolo approdò a Reggio Calabria durante il suo viaggio verso Roma nell’anno 61 d.C. e gli fu data la possibilità di parlare alla folla finché una candela posta su una colonna avesse continuato a bruciare. Miracolosamente dopo che la candela si consumò fu la colonna ad ardere e fu così che la predicazione di San Paolo durò fino al mattino successivo riuscendo a evangelizzare il popolo di Reggio. Da questo episodio, tramandato nei secoli, nasce una delle devozioni più radicate della città e San Paolo è considerato il fondatore della Chiesa reggina e padre della fede dei cristiani della Calabria.

Accanto a questo culto, sicuramente va ricordato quello dedicato alla Madonna della Consolazione, patrona della città, amata fervidamente da tutti i reggini la cui devozione ha radici antiche. La prima celebrazione conosciuta della festa, infatti, risale al 21 novembre del 1592 quando Reggio fu protetta dalla Vergine Maria dalla peste che colpì la città.

Nel corso dei secoli i solenni festeggiamenti si sono susseguiti sempre con la stessa intensa partecipazione divenendo parte integrante del patrimonio culturale del popolo reggino. Queste feste, tra fede e identità popolare, testimoniano come la religione a Reggio sia vissuta come esperienza collettiva, capace di unire persone di origini e culture diverse sotto lo stesso cielo.

La città che unisce

la città multiculturale del presente

Oggi Reggio Calabria continua a essere un crocevia di spiritualità. Nelle sue strade vivono e pregano insieme cattolici, ortodossi, protestanti, musulmani e comunità di altre religioni provenienti da tutto il mondo. La presenza di nuove comunità migranti, provenienti dal Medio Oriente, dall’Africa e dall’Europa orientale ha ridato voce alla vocazione universale della città. I vari luoghi di culto convivono nel rispetto reciproco, offrendo spazi di dialogo e solidarietà.

L’interreligiosità è oggi una forma concreta di cittadinanza, un linguaggio comune che unisce nella diversità. Reggio è esempio di come la convivenza tra fedi diverse non sia utopia, ma eredità viva del Mediterraneo.

La città che accoglie

Ospitalità, convivenza, pace

Da sempre Reggio Calabria accoglie chi arriva dal mare. Dopo ogni terremoto, ogni guerra, ogni migrazione la città ha ricominciato aprendosi agli altri.

La sua gente ha imparato che l’identità non si difende chiudendosi, ma si rinnova nell’incontro e nell’ascolto. Oggi, la Reggio moderna – solidale, interculturale, mediterranea – è il risultato di secoli di contaminazioni. Le sue piazze, i suoi quartieri e le sue manifestazioni religiose e popolari sono ancora spazi di comunità dove il “noi” vince sull’“io”.

Questo museo ne è testimonianza. Un luogo che non espone solo oggetti, ma racconta relazioni. Perché la vera anima di Reggio è fatta di incontri tra popoli, religioni e culture. E ogni visitatore che entra qui diventa parte di questo dialogo senza fine.

POR CALABRIA FESR/FSE 2014/2020
ASSE 6 – OBIETTIVO SPECIFICO 6.7 – AZIONE 6.7.1 – AZIONE 6.7.2   CODICE SIURP – 221191
PROGETTAZIONE E REALIZZAZIONE DELL’ALLESTIMENTO MUSEALE E
REALIZZAZIONE DI UN MUSEO MULTIMEDIALE INTERATTIVO COLLEGATO IN RETE
ALL’INTERNO DEL COMPLESSO MUSEALE ESPOSITIVO PRESSO EX MONASTERO DELLA VISITAZIONE
(CUP: H35I23000320002)

Contatti

Orti, Reggio Calabria
Via Campi San Nicola 2
Telefono: +39 0965 654987
Email: info@opencitymuseum.it

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