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Pinacoteca Civica

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Pinacoteca Civica

La Pinacoteca Civica, inaugurata nel maggio del 2008, ha sede nei locali posti in un’ala del Teatro Comunale “Cilea” e custodisce opere d’arte, tra dipinti e sculture, che racchiudono un arco temporale compreso tra il XV e il XX secolo.

Un primo nucleo, costituito dalle opere più antiche, deriva dalle collezioni del Museo Civico fondato nel 1882 per ospitare i reperti archeologici provenienti da scavi effettuati nel territorio della provincia di Reggio Calabria e successivamente soppresso nel 1948.

Nel corso del Novecento si ebbero ulteriori acquisizioni di dipinti come quelli provenienti dalle donazioni di illustri famiglie reggine o ancora dalle Mostre Biennali d’Arte Calabrese, organizzate dal professore Frangipane tra il 1920 ed il 1951, che videro protagonisti sia artisti calabresi quali Saverio Gatto, Rubens Santoro, Enrico Salfi, Raffaele Ursini sia artisti di fama internazionale come Renato Guttuso. Tutte queste opere costituiscono nel loro insieme il secondo nucleo.

Lo spazio espositivo di 500 mq si sviluppa attraverso undici sale organizzate in cinque sezioni e segue un criterio cronologico-tematico.

Tra le opere più pregevoli della I sezione, che comprende le sale da 1 a 4, vi sono sicuramente le due tavolette lignee attribuite ad Antonello da Messina che raffigurano “San Girolamo penitente” e “Visita dei tre angeli ad Abramo” e furono acquistate dal Comune di Reggio Calabria nel 1890 dal collezionista reggino Giovanbattista Rota.

Un’altra opera di grande pregio è “Il ritorno del figliol prodigo” di Mattia Preti, un imponente dipinto che ha per tema la parabola evangelica. Rimanendo in epoca seicentesca è da segnalare “La ragazza che lava i sedani” di Eberhart Keilhau, detto Monsù Bernardo.

Nella sezione II, che comprende le sale 5 e 6, sono presenti opere provenienti dalla collezione di Domenico Genovese, costituita da opere che raffigurano nature morte, soggetti desunti dal Nuovo e Vecchio Testamento, ritratti di famiglia, scene di battaglia e paesaggi rurali. Tra queste si segnalano: le tele di Vincenzo Cannizzaro, il trittico delle nature morte di Lorenzo De Caro, i paesaggi di Salvator Rosa.

Sono inoltre presenti vari dipinti del XVII secolo, tra cui spicca il quadro di Luca Giordano “Cristo e l’adultera” e una scultura cinquecentesca in marmo “Laocoonte” attribuita a Pietro Bernini.

Nella sezione III, che comprende la sala 7, sono visibili quadri del XIX secolo che ritraggono personaggi illustri della storia reggina. Tra questi ricordiamo il “Ritratto di certosino” di Gaele Covelli e il “Ritratto di Fanny Salazar” di Vincenzo Jerace.

Nella sezione IV, che ospita la sala 8, sono esposti quadri del XIX secolo dei reggini Ignazio Lavagna Fieschi e Giuseppe Benassai, oltre a sculture di Francesco Jerace, di Saverio Gatto e di Emilio Caputo.

È inoltre possibile ammirare opere più recenti del XX secolo, sia di artisti calabresi quali Nick Spatari, Antonio Cannata, Rubens Santoro, Francesco Raffaele, Enzo Benedetto, sia di artisti provenienti da altre parti d’Italia come Giovanni Omiccioli, Giampiero Restellini e Renato Guttuso.

Nella sezione V, che comprende le sale da 9 a 11, sono esposte opere di diversa epoca e provenienza. Sono visibili le sculture di Emilio Caputo, Pasquale Panetta e Saverio Gatto, oltre a diverse tele dei pittori reggini Annunziato Vitrioli e Tommaso Vitrioli provenienti dall’omonima collezione.

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