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Girolamo Arcovito

Girolamo Arcovito

Girolamo Arcovito nacque a Reggio Calabria nel 1771. In giovane età entrò in seminario, ma abbandonò presto la vita ecclesiastica per trasferirsi a Napoli e studiare legge. Qui strinse amicizia con il concittadino Giuseppe Logoteta e si impegnò nella propaganda politica. Divenne inoltre segretario della Società patriottica degli “Amici della legge”, redigendone gli Statuti. Durante la proclamazione della Repubblica Napoletana ricoprì il ruolo di comandante della fortezza di Sant’Elmo e, per ordine del generale francese Championnet, fu inviato in Calabria per coordinare la “Legione Calabra”. Durante uno scontro con le truppe sanfediste del cardinale Fabrizio Ruffo, Arcovito si rifugiò nel fortino di Vigliena a Napoli, dove sopravvisse a un’esplosione avvenuta nel sotterraneo del bastione. Salvato dal concittadino Domenico Chiantella, riuscì a fuggire imbarcandosi su una nave francese, evitando così la condanna a morte grazie anche all’intervento del fratello sacerdote Antonio. Nel 1800 venne condannato all’ergastolo e rinchiuso nel castello d’Ischia, ma dopo un anno fu scagionato. Fece quindi ritorno a Reggio Calabria, completò gli studi giuridici e iniziò l’attività forense. Con il governo francese fu nominato commissario civile presso le Colonne Mobili e poi giudice nelle corti dell’Aquila e di Monteleone. Dopo la restaurazione borbonica, nel 1817 fu destituito dal suo incarico, ma proseguì la propria attività politica in modo clandestino. Nel 1820 venne reintegrato nella magistratura e nominato delegato speciale a Teramo, partecipando alla giunta preparatoria per le elezioni. Fu poi eletto deputato al parlamento, distinguendosi come uno dei membri più attivi ed equilibrati. Tuttavia, con il ritorno definitivo dei Borbone, fu nuovamente processato ma riuscì a sfuggire cattura rifugiandosi in Calabria, dove rimase nascosto fino all’amnistia del 1825. Negli anni seguenti continuò a subire persecuzioni politiche e fu posto agli arresti domiciliari a Salerno. Nel 1838 fondò a Reggio il giornale letterario “Fata Morgana”, che divenne un importante punto di riferimento culturale per la Calabria. Girolamo Arcovito morì a Reggio Calabria nel dicembre del 1847.

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