Nel cuore del quartiere di Sbarre Superiori sorge una delle chiese più antiche e amate di Reggio Calabria: la chiesa di Santa Maria delle Grazie, conosciuta affettuosamente dai reggini come “La Graziella”. Piccola e raccolta, quasi nascosta tra le case del quartiere, la chiesa rappresenta una delle più significative testimonianze di architettura religiosa seicentesca ancora leggibili in città, miracolosamente sopravvissuta ai terremoti e alle trasformazioni urbane che nei secoli hanno mutato il volto di Reggio.
Le origini della chiesa risalgono al 1641, data di inizio dei lavori di costruzione, anche se la consacrazione definitiva avvenne nel 1691. L’impianto architettonico è sobrio, ma armonico: la chiesa è composta da tre corpi di fabbrica, con una navata unica rettangolare che si restringe elegantemente nella zona del presbiterio. Qui l’occhio viene immediatamente catturato dall’altare maggiore, in stile barocco che si distingue per la ricchezza dei suoi motivi decorativi: testine alate, girali fitomorfi e due colonne tortili di grandi dimensioni che incorniciano la nicchia centrale, destinata ad accogliere l’immagine della Vergine delle Grazie.
Gli interventi di restauro più recenti hanno restituito alla chiesa la sobrietà originaria, lasciando volutamente scoperte, in due punti della navata, due porzioni non tinteggiate che rivelano le murature e le tecniche costruttive originarie del Seicento: un frammento di autenticità che permette al visitatore di leggere, con gli occhi di oggi, la storia stessa del luogo.
“La Graziella” non è soltanto un edificio religioso, ma un luogo dell’anima, una traccia preziosa della memoria cittadina. Ogni pietra, ogni stucco, ogni segno del tempo racconta la fede e la resilienza di una comunità che, nei secoli, ha saputo rigenerarsi attorno ai suoi simboli.
