Il poeta greco Ibico nacque nel VI secolo a.C. a Rhegion, l’odierna Reggio Calabria. Si formò presso la scuola poetica siciliana di Stesicoro e successivamente si trasferì a Samo, in Asia Minore, dove divenne celebre come cantore dell’amore erotico e della bellezza alla corte del tiranno Policrate. A Ibico viene tradizionalmente attribuita l’invenzione del barbiton, uno strumento musicale affine alla lira. Delle sue opere sono giunti fino a noi sessanta frammenti poetici, caratterizzati da temi erotici, da encomi e dalla celebrazione della bellezza giovanile. Tra questi, uno dei più noti è l’“Encomio di Policrate”, in cui il poeta esalta la figura del tiranno paragonandolo agli eroi più splendenti. La sua poesia fu altamente apprezzata nell’antichità: Cicerone lo lodò e gli studiosi alessandrini lo collocarono tra i nove maggiori poeti lirici. Ibico morì e venne sepolto a Reggio Calabria. La città gli ha dedicato una stele commemorativa, incisa con i suoi versi, che lo raffigura con una lira greca.
