Nella parte alta del quartiere Archi, dove la città di Reggio Calabria si apre verso nord, si erge la chiesa di Sant’Antonio Abate la cui devozione affonda le radici nei primi secoli del Cristianesimo, quando il santo egiziano divenne modello di vita ascetica e simbolo della lotta interiore contro le tentazioni del mondo. La sua festa, celebrata il 17 gennaio, è ancora oggi legata al rito dei falò votivi e alla benedizione degli animali, antiche pratiche che uniscono fede e agricoltura, spiritualità e vita quotidiana.
La chiesa rappresenta una preziosa testimonianza di architettura medievale, la sua costruzione infatti, risale al secolo XII anche se il periodo di maggiore attività è da collocarsi tra XIII e XIV secolo. L’edificio nella sua prima fase costruttiva si presentava con tre navate e privo di transetto, con pilastri e abside tripartita e dal punto di vista architettonico, era espressione dell’architettura di tradizione basiliano-normanna presentando sia motivi orientali quali l’assenza del transetto e la soluzione triabsidata sia motivi occidentali come testimonia lo sviluppo longitudinale a tre navate.
Nel tempo la chiesa è stata sottoposta a diverse avversità , dalle incursioni turche ai terremoti, che hanno danneggiato la struttura e più volte sono stati necessari interventi di restauro che via via hanno apportato modifiche sostanziali.
Nel XVII secolo, fu riedificato il muro settentrionale, furono chiusi gli archi della navata centrale mentre quella settentrionale fu trasformata in sacrestia. Nel XVIII secolo fu rialzato il piano di calpestio e furono costruite due cripte con volte a botte le cui pareti presentavano delle nicchie per le deposizioni dei defunti. Nel XIX secolo furono ricostruiti il tetto e i muri della facciata e nel XX secolo fu eretto il campanile.
Oggi l’edificio religioso si presenta composto da quattro corpi di fabbrica: una navata centrale a pianta quasi rettangolare, una laterale sinistra, una laterale destra nella quale si è creata la sacrestia e il campanile. Al suo interno sono presenti: la vasca in marmo scolpito di un’acquasantiera risalente al XVII secolo e una statua di Sant’Antonio Abate del XX secolo in legno scolpito e dipinto.
