Nel cuore antico di Reggio Calabria, tra via Giudecca e via Aschenez, sorge la chiesa della Cattolica dei Greci (detta anche Santa Maria della Cattolica dei Greci).
Fondata nel XII secolo dal Conte Ruggero d’Altavilla, la chiesa testimonia l’incontro tra culture e religioni che ha sempre caratterizzato la storia reggina. Il suo nome ricorda la lunga presenza dei bizantini, mentre le strade che la circondano rimandano alla memoria della comunità ebraica un tempo presente nella città .
Durante il periodo bizantino, fu la cattedrale principale della città e di rito greco. Con l’arrivo dei Normanni e la progressiva latinizzazione dei culti, perse la sua importanza, ma conservò per secoli la liturgia greca e una propria autonomia dal vescovo latino, una condizione che durò fino al 1818.
In origine la chiesa si trovava nei pressi dell’attuale Piazza Italia, dove oggi resta il toponimo “via Cattolica dei Greci”. Distrutta dal terremoto del 1783, fu trasferita prima in una sede provvisoria e poi, nel 1876, fu ricostruita in stile neoclassico, su progetto dell’architetto Antonino Pugliese. La chiesa fu danneggiata prima dal terremoto del 1908 e poi dall’alluvione del 1953, fu quindi restaurata e riaperta al culto nel 1957.
L’interno si presenta a croce latina con tre navate, quella centrale culmina in un’abside semicircolare e una cupola luminosa decorata con stucchi e cornici che incorniciano volti di santi. La facciata, elegante e armoniosa, presenta quattro colonne con capitelli compositi, una trabeazione monumentale e due torri campanarie.
Elemento di grande valore artistico è il portale in bronzo dorato realizzato dallo scultore Giuseppe Niglia su cui sono rappresentate attraverso otto formelle: l’Annunciazione, la Natività , la Presentazione al tempio, la Fuga in Egitto, la Predicazione di Gesù nel tempio, le Nozze di Cana, la Crocifissione, l’Assunzione della Vergine.
