Eugenio Musolino fu uno dei rappresentanti di Reggio Calabria all’interno dell’Assemblea Costituente dopo la fine della monarchia. Nacque a Gallico nel 1893 e ricevette un’educazione fondata sui valori cattolici e sociali. Studiò legge all’Università di Messina, ma interruppe gli studi per arruolarsi durante la Prima Guerra Mondiale, distinguendosi come ufficiale di complemento e ottenendo la medaglia d’argento al valor militare. Rientrato dal fronte nel 1919, si impegnò attivamente nelle lotte dei contadini di Gallico, opponendosi allo sfruttamento agricolo e alle ingiustizie sociali. Nel 1920 conseguì la laurea in Giurisprudenza e iniziò a esercitare la professione forense. In quegli anni maturò il suo avvicinamento ai movimenti operai, aderendo prima al socialismo e poi, nel 1926, al Partito Comunista. Fu eletto dirigente della Federazione di Reggio Calabria e segretario di Soccorso Rosso. La sua attività politica gli costò la persecuzione del regime fascista: il 21 novembre 1926 venne arrestato e condannato a 18 anni di reclusione e fu liberato solo dopo la caduta del fascismo. Tornò alla vita politica, contribuendo alla ricostruzione del Partito Comunista a Reggio Calabria. Dal 1946 al 1960 fu consigliere provinciale e nel 1953 venne eletto vicepresidente della Commissione Giustizia alla Camera dei Deputati. Musolino pubblicò diversi scritti, tra cui “Quarant’anni di lotte in Calabria”, “Umanità e Rivoluzione” e “Fazzoletto Rosso”. Morì a Reggio Calabria il 2 settembre 1989.
