Nei primi anni settanta (luglio 1970 – febbraio 1971) Reggio Calabria fu sconvolta a seguito di violenti disordini di piazza dovuti alla rivendicazione dello status di capoluogo regionale. Fu una vera e propria guerriglia urbana che trasformò la città in un campo di battaglia con centinaia di feriti, cinque morti e ingenti danni. La cessazione dei disordini fu raggiunta con un compromesso che prevedeva la divisione delle sedi istituzionali con l’assegnazione a Catanzaro del titolo di capoluogo e della sede della Giunta regionale, mentre la sede del Consiglio regionale fu conferita a Reggio Calabria.