Fondata verso la metà dell’VIII secolo a.C. (intorno al 730 a.C. ) da genti calcidesi e messeniche, l’antica Rhegion è una delle più antiche colonie greche dell’Italia meridionale. Secondo lo storico Diodoro Siculo, fu l’oracolo di Delfi a indicare il luogo dove fondare la nuova città : «Laddove l’Apsias, il più sacro dei fiumi, si getta nel mare, laddove, mentre sbarchi, una femmina si unisce ad un maschio, là fonda una città ; (il dio) ti concede la terra ausone». La città quindi sorse alla foce del fiume Apsìas (l’odierna fiumara Calopinace) nei pressi del promontorio di Punta Calamizzi nel punto in cui i coloni videro una vite avvinghiata ad un fico selvatico. Rhegion, città ricca e potente, estendeva il suo dominio su un vasto territorio che sullo Jonio arrivava fino al confine con Locri a sud di Capo Spartivento e sul Tirreno fino al fiume Metauro. Il periodo di massimo splendore va dal VI al V secolo la florida economia si basava principalmente sul porto infatti, per la sua posizione strategica, Rhegion era il crocevia delle rotte marittime e dei traffici commerciali. Fu anche un periodo di grande pregio artistico-culturale grazie alle sue scuole di scultura e di poesia nelle quali si formarono artisti come Pitagora da Reggio, Clearco e Ibico. Alleata di Atene nella guerra del Peloponneso entrò in guerra contro Locri Epizefiri e Siracusa e fu espugnata dai siracusani di Dionigi I nel 386 a.C. e assoggettata al potere della città siciliana.