Francesco Cilea nacque a Palmi nel 1866. All’età di soli sette anni fu mandato in convitto a Napoli, poiché la madre, colpita da disturbi psichici, non poteva più occuparsi di lui. In questo contesto iniziò gli studi musicali e, nel 1884, si trovò già a dirigere l’orchestra del Conservatorio. Nel 1889 presentò la sua prima opera, “Gina”, e nello stesso anno fu nominato professore di pianoforte presso il Conservatorio “San Pietro a Majella”. Nel 1892 un’altra sua composizione, “La Tilda”, debuttò al Teatro Pagliano di Firenze e successivamente fu rappresentata al Teatro di Venezia e all’Esposizione Internazionale di Vienna. Tra il 1898 e il 1906 visse a Firenze, dove ottenne la cattedra di Armonia al Conservatorio “Luigi Cherubini”. Nel 1905 compose “Gloria” che andò in scena alla Scala di Milano nel 1907. Nel 1913 si spostò a Palermo per assumere la direzione del Conservatorio, incarico che tre anni dopo ricoprirà anche a Napoli. In questa città introdusse numerose riforme, contribuì alla fondazione del Museo storico del Conservatorio e organizzò vari concerti. Negli anni seguenti si dedicò alla revisione delle sue opere più celebri, tra cui “L’Arlesiana” e “Adriana Lecouvreur”, quest’ultima rappresentata al Teatro Reale di Roma nel 1931. Raggiunta l’età della pensione, Cilea si ritirò a Varazze, dove visse fino alla morte, avvenuta nel 1950.
