La Cattedrale di Reggio Calabria è il più grande edificio sacro dell’intera regione e la sua storia si snoda attraverso i secoli e le varie vicissitudini che ne hanno contraddistinto l’esistenza: terremoti, guerre e saccheggi.
Il periodo di costruzione del primo edificio sacro si fa risalire al VI secolo, quando Reggio era bizantina. Nel X secolo fu distrutto dai Saraceni. Nel 1060, con l’arrivo dei Normanni, la chiesa reggina ritornò sotto la giurisdizione del pontefice romano e la cattedrale fu costruita a tre navate con abside semicircolare e due absidi laterali.
Le incursioni turchesche tuttavia continuarono e la chiesa fu nuovamente distrutta. Fu l’arcivescovo Gaspare Del Fosso a provvedere alla sua ricostruzione, consacrandola nel 1580. Nel 1594 fu nuovamente danneggiata dai turchi e fu l’arcivescovo Annibale D’Afflitto a restaurarla e riaprirla al culto nel 1599.
Seguirono nel secolo successivo altri rifacimenti, fino al 1740, quando la basilica fu consolidata e abbellita per volere del mons. Damiano Polou. Il terremoto del 1783 danneggiò gravemente la basilica, che venne riedificata nel 1791 ed aperta al culto nel 1804.
Nel 1894 un nuovo sisma la lesionò, e infine il devastante terremoto del dicembre 1908 arrecò ulteriori danni alla struttura. La facciata, il campanile e l’ordine superiore furono lesionati, il tetto della navata centrale crollò, anche se rimasero intatti vari altari policromi, il pergamo di Jerace e la cappella del SS. Sacramento.
La decisione fu quella di ricostruire integralmente la basilica, che venne realizzata in un’area poco più a sud della precedente, in modo da porla in una posizione regolare rispetto alla nuova planimetria della città. La prima pietra fu posta il 15 luglio 1917 e i lavori di costruzione, su progetto di Padre Carmelo Angiolini, terminarono nel 1928. La Cattedrale fu inaugurata e consacrata al culto il 2 settembre di quell’anno, in coincidenza con il Primo Congresso Eucaristico Regionale, alla presenza di tutti i vescovi della Calabria.
La Cattedrale, dedicata a Maria SS. Assunta, presenta uno stile neo-romanico, sopraelevata rispetto alla prospiciente piazza Duomo, alla quale si raccorda tramite un’ampia scalinata su cui sono collocate le due statue di San Paolo e di Santo Stefano da Nicea, entrambe opera dello scultore Francesco Jerace.
La facciata è divisa in tre campiture definite da quattro torrette e presenta tre portali di bronzo collocati nel 1988: quello centrale, opera dello scultore Luigi Venturini, è dedicato a Maria SS. Assunta in Cielo; quello a sinistra, di Biagio Poidimani, è dedicato alla Madonna della Consolazione; quello a destra, opera di Nunzio Bibbò, è decorato con scene relative all’Apostolato di San Paolo.
L’interno, ampio e luminoso grazie alla presenza di grandi vetrate policrome, è a tre navate intersecate da tre transetti e termina con un’area presbiteriale sopraelevata e chiusa da un’abside poligonale. Il soffitto è a capriate a vista con cassettoni policromi in legno. Le pregevoli decorazioni pittoriche delle pareti, dei transetti, delle volte e delle absidi sono opera del pittore romano Eugenio Cisterna.
Lungo ciascuna delle navate laterali si aprono quattro cappelle; altre due fiancheggiano il presbiterio e al fondo della navata sinistra si apre la grande Cappella del SS. Sacramento del 1539, in marmi policromi intarsiati — raro esempio di barocco in Calabria — dichiarata Monumento Nazionale dal presidente Giuseppe Saragat.
La Cattedrale custodisce pregevoli opere d’arte scampate alle drammatiche vicende che hanno interessato l’edificio nel corso dei secoli. Tra le tante presenti si ricordano: il Pergamo e il Medaglione di Francesco Jerace, un Crocefisso ligneo a tutto tondo del XVIII secolo, due amboni e due acquasantiere di Concesso Barca, tele ottocentesche nelle cappelle del presbiterio, due sacelli marmorei seicenteschi provenienti dall’antica Cattedrale e un fonte battesimale realizzato nel 1818 dall’argentiere napoletano Francesco Auria.
