Italo Falcomatà nacque a Reggio Calabria l’8 ottobre 1943. Crebbe e studiò nella sua città, frequentando il Liceo classico “Tommaso Campanella”, per poi proseguire gli studi universitari presso la facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università di Messina, dove si laureò in Lettere con una tesi di storia contemporanea. Intraprese quindi la carriera accademica, insegnando italiano, storia e storia contemporanea in diverse istituzioni. La sua inclinazione per la ricerca storica lo portò a concentrarsi sul ruolo della borghesia durante la grande depressione del Mezzogiorno, tema su cui pubblicò numerosi studi significativi. Nel corso degli anni Ottanta decise di dedicarsi alla politica, inizialmente attraverso la Federazione Giovanile Comunista Italiana e successivamente aderendo al Partito Comunista Italiano. Nel 1980 fu eletto nel consiglio comunale di Reggio Calabria, distinguendosi per l’attenzione rivolta alle periferie e ai loro bisogni. Pur avendo tentato senza successo l’elezione al Parlamento nel 1983 e nel 1992, nel 1993 Falcomatà fu eletto sindaco della città in un momento particolarmente delicato, segnato dallo scandalo di Tangentopoli. Il suo mandato inaugurò quella che divenne nota come “Primavera di Reggio”. Nel 1997 venne nuovamente eletto sindaco, nonostante l’assenza di una maggioranza consiliare, segno del forte consenso popolare ottenuto grazie al suo impegno per la rinascita della città. Durante i suoi due mandati affrontò temi cruciali come l’abusivismo edilizio, in particolare nel centro storico, e contrastò con decisione la presenza della ’ndrangheta nel territorio urbano. Le sue battaglie per la trasformazione e il riscatto di Reggio Calabria comportarono anche rischi personali, poiché ricevette più volte minacce dalla criminalità organizzata. In segno di riconoscenza, la città gli ha dedicato il Lungomare, mentre il suo impegno politico è stato raccolto e portato avanti dal figlio Giuseppe, eletto sindaco nel 2014 e poi nuovamente nel 2020.
